Nesli, il fratello buono di Fabri: «Fare i dannati è facile. Sono io il vero anti-Fibra»

Mentre Fabri Fibra spara a zero contro tutto, lui torna sulle scene con un cd che «è un inno alla vita». Lui è Nesli, al secolo Francesco Tarducci, Fibra è suo fratello. Rapper entrambi, nati a Senigallia, milanesi d’adozione, hanno solo quattro anni di differenza, ma sono distanti anni luce. Uno canta «tutti su le mani perché questa è una rapina, io sono Fabri Fibra ho appena ucciso la vicina»; l’altro «la vita è qui, nella speranza dei sogni che fai». Sembra proporsi come l’anti-Fibra, afferma che «un mondo nuovo è possibile». Giovedì, al Mondadori Multicenter, presenterà il nuovo cd, «L’amore è qui».

È la riscossa del fratello buono?
«A differenza di Fabri tutto ciò che è brutto lo trasformo in bello. Ma non voglio essere l’opposto di nessuno, sono davvero così e lo rivendico».

Che rapporto avete?
«Ci vogliamo bene, ma non ci frequentiamo. Fino a quando le nostre idee sono state le stesse ho lavorato ai suoi dischi. Ora non abbiamo niente da dirci».

A quando risale la rottura?

«Al 2007, quando non partecipai al tour di “Bugiardo”. Lui è più furbo, segue il cliché del rapper che provoca. A me non va di fare il maledetto».

Suo fratello è un ipocrita?

«Fare i dannati è troppo facile. Io credo nel bello della vita».

Da dove arriva tanto ottimismo?
«Dall’aver conosciuto l’inferno. Quando la mia etichetta, la Universal, mi ha licenziato, mi sono sentito perso, poi ho capito che potevo andare avanti da solo»

Non c’è nulla che la indigna?
«Se qualcosa non mi piace la aggiro. Guardi i politici, dicono le stesse cose da anni: a cosa serve protestare? Diventi complice del sistema. Preferisco essere estraneo a quel mondo e dire “l’amore è qui”. Così facendo sono più militante dei grillini».

Non ha reagito nemmeno quando si è diffusa la notizia del suo presunto suicidio?
«Ho sorriso: a volte le cose più buone generano i sentimenti più cattivi».

Di Milano che cosa pensa?
«Da provinciale qui mi sento al centro di qualcosa, per me Milano è il sogno americano».

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